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aggiornato 16 ottobre 2026scamsbankingsafetybank card

Un 'corriere della banca' viene a ritirare la carta: come funziona la truffa e cosa fare nella prima ora

Nella zona di Béziers è stata segnalata una nuova ondata di frodi con carta bancaria del tipo 'falso corriere'. Ecco come funziona la truffa del falso consulente bancario, quali numeri chiamare e cosa prevedono le norme sul rimborso del denaro.

Un 'corriere della banca' viene a ritirare la carta: come funziona la truffa e cosa fare nella prima ora

Il 14 ottobre, Midi Libre ha segnalato una nuova ondata di frodi bancarie del tipo 'falso corriere' nella zona di Béziers (Hérault). Non si tratta solo di una truffa locale. Cybermalveillance.gouv.fr, il servizio pubblico di assistenza alle vittime di criminalità informatica, la descrive nella sua scheda sui falsi consulenti bancari (aggiornata il 7 maggio 2026). Di seguito si spiega come funziona la truffa e cosa fare, ovunque si viva.

Come si svolge

Ecco come la descrive Cybermalveillance:

  • Qualcuno telefona dichiarando di chiamare dalla banca della vittima o dal suo servizio antifrode. Spesso conosce già il nome e i dati della carta, e a volte sul display compare il vero numero della banca, perché il numero è stato falsificato (spoofing).
  • Il chiamante afferma che sono in corso operazioni sospette e chiede di confermarle o annullarle con urgenza.
  • Chiede il codice appena ricevuto via SMS, oppure di premere 'conferma' nell'app della banca. In realtà, in questo modo si autorizza il suo pagamento con carta, l'aggiunta di un nuovo beneficiario o un bonifico.
  • Nella variante del corriere, il truffatore si fa comunicare il codice PIN. Poi un 'corriere' o un 'dipendente della banca' si presenta a domicilio per ritirare la carta, che viene poi usata per prelievi e acquisti.

Perché chi è arrivato da poco è esposto: la chiamata è in francese e urgente. Il chiamante usa con sicurezza il gergo bancario e il numero sul display sembra corretto. Per chi è appena arrivato e non sa ancora come la propria banca contatta normalmente i clienti, tutto questo può sembrare credibile.

L'unica regola da ricordare

Cybermalveillance lo dice chiaramente: 'Jamais un conseiller de votre banque ne vous demandera de lui communiquer votre mot de passe.' Un consulente bancario non chiederà mai la password. La scheda raccomanda inoltre di non comunicare mai codici di conferma né il PIN, di non consegnare mai la carta e di non autorizzare mai operazioni che non si sono avviate personalmente.

Se una chiamata sembra sospetta, conviene riattaccare e chiamare la banca personalmente, usando il numero indicato nell'app o sul retro della carta. Non bisogna richiamare il numero da cui è arrivata la chiamata, perché potrebbe essere stato falsificato.

Se la carta o i codici sono già stati consegnati

I passaggi seguenti provengono da Cybermalveillance e da service-public.gouv.fr:

  1. Bloccare subito la carta ('opposition'), tramite la propria banca o la linea interbancaria 0 892 705 705 (24/7, chiamata a pagamento). Viene fornito un numero di registrazione. Va conservato, perché costituisce la prova datata del blocco. Service-public precisa che alcune banche non sono collegate a questa linea e usano un proprio numero. Se la carta è stata emessa da una banca estera o da una neobank, è bene trovarne in anticipo il numero per il blocco.
  2. Se qualcuno ha avuto accesso all'home banking, occorre cambiare il codice di accesso o chiedere alla banca di reimpostarlo.
  3. Conservare le prove: i numeri da cui sono arrivate le chiamate, gli SMS, le e-mail e i dettagli dei bonifici.
  4. Sporgere denuncia ('plainte') presso un commissariato di polizia o una gendarmerie, oppure con lettera al procuratore della Repubblica. Service-public indica che, se la carta non è più in possesso del titolare, prima la si blocca e poi si sporge denuncia. Il servizio online Perceval è destinato ai casi in cui si è ancora in possesso della carta e i suoi dati sono stati usati online.
  5. Scrivere alla banca chiedendo il rimborso, allegando la ricevuta della denuncia.

Aiuto gratuito: France Victimes, 116 006 (7 giorni alla settimana, 9:00–19:00), e Info Escroqueries, 0 805 805 817 (giorni feriali, 9:00–18:30).

Cosa prevedono le norme sul rimborso

La pagina di Service-public sulle frodi con carta ('Fraude à la carte bancaire', verificata il 13 febbraio 2026) indica che la banca deve rimborsare le somme addebitate, più eventuali spese di scoperto o per incidenti di pagamento collegate. Il rimborso è dovuto immediatamente e al più tardi entro la fine del primo giorno lavorativo successivo alla ricezione del reclamo da parte della banca. I pagamenti fraudolenti risalenti a più di 13 mesi prima non possono essere rimborsati, e un blocco tardivo può dare alla banca motivo di rifiutare.

La pagina sul furto della carta ('Vol de sa carte bancaire', verificata il 6 febbraio 2025) aggiunge una riserva. Non è dovuto alcun rimborso in caso di colpa o negligenza del cliente ('faute ou négligence'), e l'onere della prova spetta alla banca. Le norme non stabiliscono in anticipo come una banca tratterà un cliente che ha comunicato il codice e consegnato personalmente la carta, quindi la migliore protezione è non consegnarla mai. Se la banca rifiuta, le norme prevedono di rivolgersi prima al mediatore bancario, poi al tribunale.

In breve

Le banche non mandano corrieri a ritirare le carte. Bisogna riattaccare e richiamare personalmente. In caso di dubbio, conviene bloccare la carta, perché se ne può sempre ottenere una nuova. È meglio annotare fin da ora il numero per il blocco della propria banca, invece di cercarlo nel panico.

Fonti: Cybermalveillance.gouv.fr — Fraude au faux conseiller bancaire (aggiornata il 07/05/2026); Service-public — Fraude à la carte bancaire (verificata il 13/02/2026); Service-public — Vol de sa carte bancaire (verificata il 06/02/2025). Licence Ouverte Etalab 2.0. Si tratta di informazioni generali, non di consulenza legale.

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