AVFS: fino a 735,80 € al mese per i residenti stranieri anziani che vogliono tornare a vivere nel Paese d'origine senza perdere il sostegno
Un aiuto per i pensionati stranieri di almeno 65 anni che vivono da soli in un foyer de travailleurs migrants o in una résidence sociale: chi ne ha diritto, gli importi aggiornati al 1° ottobre 2026, a cosa si rinuncia in cambio e dove presentare la domanda.

In Francia esiste una prestazione riservata esclusivamente ai cittadini stranieri: l'aide à la vie familiale et sociale (AVFS). Il 1° ottobre 2026 il Ministero della Solidarietà ha aggiornato la propria pagina dedicata a questo aiuto con gli importi in vigore. Si tratta di un dispositivo dalla platea ristretta, ma può interessare chi ha parenti o amici anziani che hanno lavorato in Francia per decenni e vivono in un foyer per lavoratori.
A cosa serve
La pagina del ministero descrive il problema in questi termini: i lavoratori migranti arrivati in Francia negli anni 1960 e 1970 fanno regolarmente la spola tra la Francia e il loro Paese d'origine. Se trascorrono più di sei mesi all'anno nel Paese d'origine, rischiano di perdere alcune prestazioni sociali, come l'ASPA (la pensione minima di vecchiaia). L'AVFS è un assegno mensile destinato ai pensionati stranieri con redditi bassi che desiderano vivere nel loro Paese d'origine, in modo temporaneo o definitivo.
Un po' di contesto. Il ministero indica i chibanis come principale gruppo di beneficiari. È il termine usato in Francia per indicare i lavoratori migranti anziani provenienti dal Maghreb. Sono citate anche le persone originarie dell'Africa subsahariana. Molti di loro hanno trascorso la vita lavorativa nei foyers de travailleurs migrants, strutture costruite per alloggiare i lavoratori migranti.
Chi ne ha diritto
Secondo solidarites.gouv.fr e service-public.gouv.fr (entrambe le pagine consultate il 1° ottobre 2026), le condizioni sono le seguenti:
- cittadinanza straniera;
- età di almeno 65 anni. Service-public indica un'eccezione: 62 anni per le persone ufficialmente riconosciute inabili al lavoro (inaptitude au travail) o beneficiarie dell'AAH;
- residenza regolare e continuativa in Francia: almeno 15 anni prima della domanda per la maggior parte delle nazionalità. Per i cittadini del SEE e della Svizzera, service-public indica più di 3 mesi;
- vivere da soli in un foyer de travailleurs migrants o in una résidence sociale al momento della domanda;
- reddito annuo inferiore a un massimale;
- aver ottenuto o richiesto tutte le pensioni a cui la persona ha diritto.
Quanto spetta
Importi in vigore dal 1° ottobre 2026:
- massimo: 735,80 € al mese;
- con un reddito annuo pari o superiore a 8.829,60 €, l'aiuto non viene concesso;
- con un reddito annuo fino a 735,80 €, viene versato l'importo massimo;
- con un reddito annuo superiore a 735,80 € ma inferiore a 8.829,60 €, l'importo diminuisce all'aumentare del reddito.
L'aiuto viene versato mensilmente, per il mese precedente, all'inizio del mese successivo. Il primo pagamento arriva entro due mesi dalla decisione.
Cosa si perde e cosa si mantiene
Questo è l'aspetto principale da valutare in anticipo. L'AVFS non è cumulabile con RSA, ASS, ASPA, AAH o APL. Passare all'AVFS significa rinunciare a queste prestazioni, quindi gli importi vanno confrontati prima di presentare la domanda, non dopo.
Cosa resta: il ministero sottolinea che i beneficiari mantengono la copertura sanitaria per le cure mediche in Francia, ovunque vivano.
Obblighi continuativi: ogni anno la dichiarazione annuale delle risorse per l'aiuto (cerfa n°16150). Chi trascorre più di sei mesi all'anno fuori dalla Francia deve inoltre inviare un certificat de vie, un certificato di esistenza in vita.
Come presentare la domanda
Un unico ente gestisce l'aiuto per tutta la Francia: la MSA de Picardie. La domanda si presenta con il modulo cerfa n°16149, disponibile sul sito della MSA. La condizione dei 15 anni di residenza deve essere dimostrata, perciò è utile raccogliere per tempo i vecchi titres de séjour e gli avvisi fiscali. Il servizio sociale del foyer o della résidence sociale e il CCAS locale di solito aiutano con le pratiche.
La decisione finale sul diritto all'aiuto e sull'importo spetta alla MSA.
Fonte: Ministère des Solidarités — L'aide à la vie familiale et sociale des anciens migrants dans leur pays d'origine, aggiornata il 01/10/2026. Condizioni e moduli verificati su service-public.gouv.fr, F36192 (consultato il 01/10/2026). Licence Ouverte Etalab 2.0.
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