Dal 20 novembre le regole francesi sul credito al consumo coprono mini-prestiti, pagamento a rate e prestiti fino a 100.000 €. Cosa cambia, quali diritti del mutuatario si applicano già e cosa fare se non si riesce a pagare
La riforma francese del credito al consumo entra in vigore il 20 novembre 2026: le regole di tutela si estenderanno ai prestiti inferiori a 200 €, ai crediti brevi con pagamento a rate o differito e agli importi fino a 100.000 €. Cosa significa, come funziona il diritto di recesso di 14 giorni e a chi rivolgersi quando i rimborsi diventano difficili.

La riforma francese del credito al consumo entra in vigore il 20 novembre 2026. Service-public.gouv.fr la segnala in una notizia aggiornata il 27 ottobre 2026. La riforma si compone di più testi: l'ordonnance n. 2025-880 del 3 settembre 2025, che recepisce nel diritto francese la direttiva UE 2023/2225, e tre decreti del 2026 (nn. 2026-105, 2026-643 e 2026-719). L'obiettivo dichiarato è migliorare la tutela dei consumatori e prevenire il surendettement, cioè il debito che una famiglia non è più in grado di sostenere.
Quali prestiti sono ora coperti
Le regole di tutela del credito al consumo si estendono a prestiti che prima ne restavano fuori:
- prestiti gratuiti o con costi trascurabili;
- mini-prestiti inferiori a 200 €;
- prestiti brevi, di durata inferiore a 3 mesi e con costi trascurabili, sotto forma di pagamento a rate o differito;
- prestiti tra 75.000 € e 100.000 €;
- contratti di leasing con opzione di acquisto (LOA).
Le carte a debito differito (débit différé) restano escluse.
In pratica: frazionare un acquisto in rate o pagare più tardi è anch'esso credito e rientra ora nelle norme sull'informazione e sulla verifica del merito creditizio.
Cosa cambia per i mutuatari
- Pubblicità. Deve essere «chiara, corretta e non ingannevole» e riportare la frase «Attention ! Un crédit coûte de l'argent et doit être remboursé !» («Attenzione! Il credito costa denaro e deve essere rimborsato!»). È vietato mettere in risalto la facilità di ottenere un prestito.
- Informazioni precontrattuali. Contenuto e forma sono più rigidamente disciplinati: il costo totale del credito, le conseguenze dei pagamenti mancati e le vie di ricorso.
- Merito creditizio. I finanziatori possono, in via facoltativa, consultare il registro nazionale degli incidenti di rimborso, compresi i piccoli prestiti. In base al decreto di agosto 2026, una banca deve essere in grado di dimostrare come ha valutato la situazione del mutuatario.
- Aiuto in caso di difficoltà. Un finanziatore può avvertire un cliente di difficoltà finanziarie; i clienti in difficoltà sono indirizzati, gratuitamente, a servizi di consulenza sul debito indipendenti dalla banca.
- Recesso e rimborso anticipato. Il periodo di recesso è prolungato se il finanziatore ha violato i propri obblighi di informazione e il rimborso anticipato gode di condizioni di favore. La notizia non fornisce cifre per nessuno dei due casi.
Cosa si applica già: 14 giorni per recedere
Secondo la pagina di service-public sui contratti di credito al consumo (verificata il 7 agosto 2024):
- l'offerta di prestito è gratuita e le sue condizioni sono garantite per 15 giorni dal giorno in cui la si riceve;
- dopo la firma si hanno 14 giorni di calendario per recedere; al contratto è allegato un modulo di recesso staccabile;
- il recesso annulla anche i contratti collegati, come l'assicurazione sul prestito, e il finanziatore non può pretendere alcun pagamento durante quel periodo;
- se il denaro è già stato erogato, deve essere restituito entro e non oltre 30 giorni dall'invio del recesso, con gli interessi per il periodo in cui lo si è avuto a disposizione, e senza ulteriori penali;
- per importi superiori a 3.000 €, il modulo sul merito creditizio deve essere accompagnato da documento d'identità, giustificativo di residenza e prova del reddito.
Quest'ultimo punto mette spesso in difficoltà chi è appena arrivato: conviene raccogliere in anticipo la prova di un indirizzo e di un reddito in Francia.
Se i rimborsi diventano impossibili
La pagina di service-public sulle difficoltà di rimborso (verificata il 5 dicembre 2025) elenca le opzioni:
- Assicurazione sul prestito. Se la polizza copre la causa (ad esempio malattia o perdita del lavoro), l'assicuratore può pagare le rate. Contattarlo subito: alcuni contratti fissano termini per le richieste di indennizzo.
- Negoziazione con il finanziatore — una pausa, una riduzione temporanea o una durata più lunga. Il finanziatore non è tenuto ad accettare e il contratto può prevedere un costo per questo.
- Una dilazione disposta dal giudice. Il tribunal judiciaire può sospendere o ridurre i pagamenti per un massimo di 2 anni; in quel periodo non maturano penali di mora.
- Una pratica di surendettement presso la commissione della Banque de France, in caso di difficoltà gravi e durature. Una volta aperta la procedura, i creditori non possono procedere all'esecuzione forzata.
Se i pagamenti non vengono effettuati, il finanziatore può esigere in una sola volta l'intero saldo residuo, più una penale limitata all'8% di tale saldo. Dalla prima rata non pagata deve informare il mutuatario sui rischi, sull'importo dovuto e sui modi per regolarizzare. Le domande dei consumatori vanno alla RéponseConso della DGCCRF: 0809 540 550 (non è un numero a tariffa maggiorata).
Questa è una panoramica generale delle regole, non una consulenza personale. Le condizioni di un singolo prestito vanno verificate sul contratto stesso e sulle pagine di service-public.
Fiscly è uno strumento educativo per aiutarti a comprendere il sistema fiscale francese. Non sostituisce la consulenza fiscale professionale. Le situazioni fiscali sono individuali — verifica sempre su impots.gouv.fr o con un commercialista qualificato (expert-comptable) per il tuo caso specifico.