La marcia del 31 ottobre: il prefetto ha vietato il percorso Bastille–Nation, un tribunale ha sospeso il divieto e il Conseil d'État ha l'ultima parola. Come si dichiarano e si vietano le manifestazioni in Francia e cosa rischia chi partecipa
Il percorso della marcia parigina del 31 ottobre è stato deciso in tribunale la sera prima. Perché in Francia le manifestazioni si dichiarano e non sono «autorizzate», come un prefetto può vietare una marcia o imporre un altro percorso, come si contesta il divieto e quanto può costare partecipare a una manifestazione vietata.

Che cosa è successo
Per sabato 31 ottobre sindacati e organizzazioni studentesche (CGT, FO, FSU, Solidaires, Fage, Union étudiante, Unef) hanno convocato cortei in tutta la Francia. A Parigi volevano sfilare da Place de la Bastille a Place de la Nation; il coordinamento dei gilets jaunes voleva andare dalla Bastille a Concorde.
La mattina del 30 ottobre la prefettura di polizia di Parigi ha emesso un arrêté che vieta entrambi i percorsi, citando un rischio di violenze, Halloween compreso. In alternativa, il prefetto ha consentito un raduno dalle 12:00 alle 18:00 ai margini della città: lungo i boulevards des Maréchaux tra Porte de Bagnolet e Porte de Charenton, con la partenza del corteo alle 14:00.
I sindacati si erano già rivolti in via d'urgenza al tribunal administratif de Paris il 29 ottobre. Venerdì il tribunale ha sospeso il divieto, riaprendo il percorso Bastille–Nation. Il ministro dell'Interno Laurent Nuñez ha annunciato che il prefetto avrebbe fatto ricorso al Conseil d'État, con una decisione attesa nella notte. Quando questo testo è stato preparato, tale decisione non era nota: il percorso va verificato la mattina stessa.
Anche altre città tengono i cortei lontani dai propri centri: a Lione la prefettura ha concordato un percorso fuori dal nucleo storico; a Le Puy-en-Velay e Saint-Étienne le manifestazioni sono vietate in centro. A Tolosa, secondo France 3, la prefettura dell'Alta Garonna ha avvertito che nessuno aveva dichiarato un corteo, quindi qualsiasi raduno sarebbe illegale.
Le manifestazioni si dichiarano, non sono «autorizzate»
È il punto chiave per chi è appena arrivato. In Francia un organizzatore non chiede il permesso alle autorità: presenta una dichiarazione in anticipo. L'articolo L211-1 del Code de la sécurité intérieure impone di dichiarare ogni corteo, sfilata e raduno su strada; ai sensi dell'articolo L211-2 la dichiarazione si fa non prima di quindici e non oltre tre giorni liberi prima dell'evento (entrambi i testi sono citati in una decisione del Conseil d'État del 4 dicembre 2023).
Se l'autorità ritiene che la manifestazione turberebbe l'ordine pubblico, può vietarla con un provvedimento (arrêté) notificato subito a chi ha presentato la dichiarazione (L211-4). Il divieto può essere totale o parziale: per esempio, il raduno può svolgersi, ma solo su un percorso stabilito. È così che la stessa prefettura di polizia ha descritto la propria decisione del 30 ottobre: un divieto parziale.
Un divieto si può contestare, e in fretta
Gli organizzatori possono rivolgersi al giudice dei procedimenti d'urgenza (référé) del tribunale amministrativo, e la parte soccombente può ricorrere al Conseil d'État. Tutto può essere deciso nel giro di poche ore: questa volta tra il deposito e la decisione è passato circa un giorno, e il ricorso è stato esaminato nella notte prima della marcia. A Parigi non è un fatto insolito: quest'anno il tribunal administratif ha già sospeso divieti del prefetto di polizia, per esempio il 7 ottobre (una manifestazione su Gaza) e il 3 aprile.
Il dato pratico: lo status di una manifestazione può cambiare a tarda sera della vigilia o durante la notte. Conviene verificare la mattina stessa: il sito e gli account della prefettura, gli organizzatori, la RATP.
Che cosa rischia chi partecipa
Partecipare a una marcia vietata è una contravvention di quarta classe (articolo R644-4 del Code pénal). Secondo France 3, la prefettura dell'Alta Garonna ha indicato per il partecipante un'ammenda di 135 €; un organizzatore rischia fino a 6 mesi di reclusione e 7.500 € di ammenda.
Il 27 ottobre il Senato ha votato un emendamento che renderebbe la partecipazione a una manifestazione vietata un délit, con una pena possibile fino a sei mesi. Non è la legge in vigore: il testo deve ancora essere adottato in via definitiva e pubblicato nel Journal officiel.
Per un residente straniero le regole sono le stesse che per un cittadino francese. Abbiamo trattato i diritti che si applicano durante la garde à vue dopo le manifestazioni del 24 ottobre.
Se non si partecipa al corteo
- Metropolitana. La RATP chiude alcune stazioni fin dal primo mattino (tra cui Bastille e République) e altre più tardi; la linea 6 e i tram T3a e T3b sono parzialmente chiusi. L'elenco cambia nel corso della giornata: consultare ratp.fr o l'app.
- Divieti notturni. Un arrêté separato della prefettura di polizia, in vigore fino alle 6:00 di lunedì 2 novembre, vieta i raduni non dichiarati di notte in diverse zone, tra cui intorno all'Élysée, all'Assemblée nationale e agli Champs-Élysées.
Nel materiale che siamo riusciti ad aprire non sono comparse nuove date di marcia. I sindacati hanno già convocato uno sciopero intersettoriale per il 5 novembre, che abbiamo trattato separatamente.
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