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aggiornato 16 ottobre 2026housingrentingtrêve hivernaleenergydeadlines

Trêve hivernale 2026–2027: nessuno sfratto dal 1° novembre — e nemmeno distacchi della corrente

Dal 1° novembre 2026 al 31 marzo 2027 un proprietario non può sfrattare un inquilino nemmeno con una decisione del tribunale, e i fornitori non possono interrompere l'elettricità o il gas per mancato pagamento. Le eccezioni, la riserva sulla riduzione di potenza e perché il debito resta comunque.

Trêve hivernale 2026–2027: nessuno sfratto dal 1° novembre — e nemmeno distacchi della corrente

Dal 1° novembre 2026 al 31 marzo 2027 in Francia è in vigore la trêve hivernale, il divieto invernale di sfratto. Per questi cinque mesi un proprietario non può sfrattare un inquilino, nemmeno se dispone di una decisione del tribunale, e per nessun motivo, compreso l'affitto non pagato.

Per chi è in affitto in Francia da meno di un anno, questa è una delle poche tutele che funzionano in base al calendario: non c'è nulla da presentare né da richiedere.

Che cosa è vietato esattamente

Il divieto riguarda l'esecuzione dello sfratto. Un proprietario con una decisione del tribunale non può farla eseguire prima della fine di marzo, né direttamente né tramite un commissaire de justice (l'ufficiale incaricato dell'esecuzione delle decisioni giudiziarie).

Lo stesso principio è stato esteso ai distacchi di elettricità e gas per mancato pagamento. Su questo punto c'è però un'importante riserva, trattata separatamente più avanti.

Chi non è tutelato

Le norme elencano le eccezioni:

  • le persone a cui è stato proposto un alloggio alternativo adeguato alle esigenze della loro famiglia;
  • gli abitanti di un edificio oggetto di un arrêté de mise en sécurité, un provvedimento di messa in sicurezza;
  • gli squatteurs che occupano l'abitazione di un'altra persona, che si tratti della residenza principale o secondaria del proprietario;
  • gli occupanti abusivi di un garage o di un terreno: in questo caso il giudice che ordina lo sfratto può ridurre la tregua o eliminarla del tutto;
  • il coniuge il cui allontanamento dall'abitazione coniugale è stato ordinato dal juge aux affaires familiales nell'ambito di una procedura di divorzio (ordonnance de non-conciliation);
  • il coniuge, il partner di PACS o il convivente che ha commesso violenze nei confronti del partner o di un figlio, quando l'allontanamento dall'abitazione familiare è ordinato dal giudice con un'ordonnance de protection.

Il debito non scompare

Questo è l'aspetto che è facile fraintendere. La tregua blocca lo sfratto, ma non cancella gli arretrati di affitto accumulati. Le norme prevedono espressamente che durante questi mesi l'inquilino dovrebbe continuare o iniziare a rimborsare. Alla fine della tregua, una procedura basata su una decisione del tribunale può riprendere ed essere eseguita.

I cinque mesi, quindi, non sono un rinvio del problema, ma il periodo in cui è ancora possibile risolverlo con un accordo.

Energia: niente distacco, ma la potenza può essere ridotta

Il divieto di distacco per mancato pagamento vale per le stesse date e riguarda l'elettricità e il gas di rete in una residenza principale. È così che lo descrive il médiateur national de l'énergie, un'autorità pubblica indipendente, sul suo sito di riferimento energie-info.fr.

Le riserve da conoscere in anticipo:

Che cosa Come funziona
Riduzione di potenza Consentita. Per l'elettricità il fornitore può limitare il contatore a 3 kVA sui contratti da 6 kVA o più, e a 2 kVA su quelli inferiori
Eccezione I beneficiari dello Chèque énergie non subiscono la riduzione, ma solo se l'attestazione inviata insieme all'assegno è stata trasmessa al fornitore
Non coperti Gasolio da riscaldamento, legna, gas in cisterna. Solo elettricità e gas di rete, e solo in una residenza principale
Dopo il 31 marzo La fornitura può essere interrotta immediatamente: la tregua non crea alcun margine oltre la data di fine

Dal 1° aprile 2023 si applica una norma distinta: per alcune famiglie, un distacco per mancato pagamento deve essere preceduto da una fase di riduzione di potenza di almeno 60 giorni.

Da dove nasce

Il divieto invernale non è nato come misura amministrativa, ma come conseguenza di uno shock dell'opinione pubblica. Il Ministero della Transizione Ecologica lo spiega così: la trêve hivernale, istituita dalla legge del 3 dicembre 1956, è una conquista della campagna dell'Abbé Pierre e uno dei frutti del suo celebre appello del 1° febbraio 1954.

Le date attuali, dal 1° novembre al 31 marzo dell'anno successivo, sono state fissate dalla legge ALUR del 24 marzo 2014. Le norme prevedono inoltre che, in circostanze eccezionali come una crisi sanitaria, il governo possa prolungare il periodo.

A chi rivolgersi se pagare diventa difficile

Le norme prevedono diversi canali gratuiti, e rivolgersi a essi prima della fine di marzo è più utile che dopo:

  • il fornitore di energia, per concordare un piano di pagamento (échéancier); i fornitori dispongono di un correspondant solidarité-précarité che si occupa proprio di questi casi;
  • i servizi sociali del comune o del dipartimento, per accedere al Fonds de solidarité pour le logement (FSL), che aiuta con le spese per l'alloggio e le bollette dell'energia;
  • la CAF, per gli aiuti per l'alloggio;
  • l'ADIL, le agenzie di consulenza gratuita sul diritto abitativo della rete ANIL.

Se durante la tregua avviene comunque un distacco, la procedura è la seguente: informare il fornitore per iscritto e, se la fornitura non viene ripristinata, rivolgersi al médiateur national de l'énergie.

Fiscly è uno strumento educativo per aiutarti a comprendere il sistema fiscale francese. Non sostituisce la consulenza fiscale professionale. Le situazioni fiscali sono individuali — verifica sempre su impots.gouv.fr o con un commercialista qualificato (expert-comptable) per il tuo caso specifico.

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